Con macOS Mojave gli aggiornamenti di sistema tornano nelle Preferenze di Sistema

Con macOS Mojave gli aggiornamenti di sistema tornano nelle Preferenze di Sistema Con macOS Mojave Apple ha rimosso la sezione dedicata agli Aggiornamenti Software dal Mac App Store, riportandoli nelle Preferenze di Sistema così per come si è sempre fatto fino a OS X Lion.    Apple ha attualmente mosso tutti i servizi legati agli aggiornamenti software dal Mac App Store alle Preferenze di Sistema, creando un nuovo pannello il quale combina tutte funzionalità dedicate in un unico posto. Nonostante la sezione legata al download sia cambiata, il processo è esattamente lo stesso. Una volta avviato lo scaricamento di una qualsiasi versione dell’aggiornamento, macOS scaricherà l’installer che potrà successivamente essere messo in una chiavetta USB o essere immediatamente utilizzato. Inoltre per accedere velocemente alla sezione Aggiornamento Software potete recarvi sul logo della mela, , in alto a sinistra e fare click su Preferenze di Sistema e cercare la nuova sezione Aggiornamenti. Dal nuovo tab potrete impostare: Gestione automatica degli aggiornamenti Download degli aggiornamenti in background Installare aggiornamenti delle app Installare aggiornamenti di sistema Installare patch di sicurezza Questo cambiamento sarebbe da addurre al nuovo App Store completamente ridisegnato che offrirebbe adesso soltanto le sezioni dell’App in stile iPhone con contenuti editoriali, una side bar, video promozionali e molto altro.   Immagini tratte da...
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Nuovi MacBook Pro

Nuovi MacBook Pro Proprio in queste ore si è tenuta l’ultima conferenza stampa di Apple, un evento atteso da molti affezionati come latore di importanti novità per l’ecosistema di dispositivi creati dalla società. Tra i vari protagonisti della giornata, il più anticipato e rilevante è probabilmente il nuovo MacBook Pro ormai da parecchio tempo in attesa di ricevere una rinfrescata. Il laptop della società di Cupertino, dedicato alla produttività, è stato aggiornato ormai quasi un anno e mezzo fa ed ancora adesso si affida ai processori di quarta generazione Intel, introdotti nella serie dal 2014; dal punto di vista del design, invece, i vari modelli della famiglia MacBook Pro sono rimasti praticamente invariati dal loro lancio. Per l’occasione, quindi, Apple ha introdotto diverse novità nel suo MacBook Pro. Phil Schiller, sul palco, comincia proprio dal design sottolineando come questo sia il più sottile e leggero MacBook Pro mai prodotto, caratteristiche che un po’ tutti potevano già aspettarsi. Entrambi i modelli, da 13 e 15 pollici, sono completamente racchiusi in uno chassis di alluminio dallo spessore di 14,9 millimetri per un volume totale del 23% inferiore rispetto ai predecessori e con un peso totale di circa 1,36 kg. A completare il tutto ci sono anche un trackpad Force Touch rinnovato, ampio il doppio, ed una tastiera con tasti “butterfly” più spaziosi e durevoli del tipici “scissors”. Naturalmente la vera novità, la feature in cui si concentra l’esperienza di utilizzo del nuovo MacBook Pro è la Touch Bar (disponibile solo su due dei tre modelli), che molti hanno già visto grazie alle numerose indiscrezioni. Apple ha deciso di eliminare i tasti funzione, sopra la tastiera, per sostituirli con un pannello OLED touch; la suddetta barra, un vero e proprio display secondario, permette di controllare un gran numero di impostazioni e funzioni e reagisce in base al contesto o all’app utilizzata, presentando varie opzioni come il controllo del volume o anche suggerimenti per la compitazione delle parole. In aggiunta a ciò la Touch Bar include anche le funzioni Touch ID, supportate da un chip di sicurezza T1, ed un tasto dedicato a Siri. Si passa poi al display, più luminoso del 65%, dotato di miglior contrasto e rappresentazione dei colori, accompagnato a sua volta da una nuova configurazione hardware. Il modello da 15 pollici comprende un processore Intel Core i7, una nuova prestante scheda grafica basata su architettura AMD Polaris con 4GB di memoria video,...
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Il protocollo TCP/IP

Il protocollo TCP/IP Il TCP/IP Internet Protocol Suite è il nome dato ad un set di protocolli sviluppato in seno al DoD degli Stati Uniti (Department of Defense) dal DARPA (Defense Advanced Research Project Agency). All’epoca esisteva una sola rete, ARPA-net, che connetteva solo pochi computer a livello universitario. Tutto nacque dall’esigenza di connettere insieme più reti possibili già esistenti, ma la comunicazione tra due utenti posti in posizione reciprocamente remota era ostacolata dal dover utilizzare una serie di reti diverse sia dal punto di vista dei protocolli che dai mezzi di trasporto fisico. L’idea era quindi di realizzare una comunicazione dati, in una rete composta di reti, perpetuata in modo da mascherare i dettagli hardware con cui erano realizzate le singole reti. Stabilire quindi una sorta di circuito virtuale tra due utenti che comunichino tra loro convinti di essere connessi direttamente, senza preoccuparsi delle particolari realizzazioni hardware che stiano sfruttando per fare ciò. Da tutto ciò nacque la rete delle reti (Internet). Il nome TCP/IP proviene dai protocolli basilari sui quali si impernia tutta la suite: un servizio di trasporto orientato alla connessione (TCP) e un servizio a livello di rete senza connessione (IP). Nato dunque in ambito militare agli inizi degli anni Ottanta il TCP/IP raggiunge la piena maturità con il suo ingresso all’università, quando il DARPA ne promosse la diffusione tra i laboratori di ricerca universitaria grazie ad una implementazione a basso costo per il Berkeley UNIX. TCP/IP è un modello a quattro strati: fisico, rete (IP), trasporto (TCP) ed applicativo. L’architettura somiglia fino a un certo punto al famoso modello a sette strati OSI. Lo schema seguente classifica secondo la stratificazione OSI le principali applicazioni (per Application Layer) e i principali protocolli (per gli altri layer) di TCP/IP che saranno discussi in maggiore dettaglio nel seguito del capitolo. Principali moduli e protocolli del TCP/IP (classificati secondo la stratificazione OSI)   I protocolli della suite TCP/IP sfruttano una tecnica nota come “encapsulation” cioè, quando i protocolli lavorano a strati sovrapposti (TCP-> IP-> NAL), ogni strato successivo aggiunge informazioni (header) in testa al pacchetto generato dal precedente, creando un nuovo pacchetto che lo incapsula. L’incapsulamento progressivo continua fino a quando si giunge a livello della rete fisica e le informazioni vengono trasmesse. All’altro estremo, la stazione ricevente esegue l’operazione inversa, sbucciando il pacchetto come se fosse una cipolla a mano a mano che questo sale i vari strati del protocollo, fino a che restano...
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Mappe di Apple migliora con l’arrivo di nuovi partner

Mappe di Apple migliora con l’arrivo di nuovi partner Apple continua a migliorare la sua applicazione Maps, aggiungendo periodicamente nuovi provider che forniscono i dati delle varie mappe, gli elenchi delle attività commerciali e le immagini satellitare. Gli ultimi partner inseriti sono E-WEGO, NavAds, Yellow Pages Group Corp. e Yellow Pages Turkey. I dati di questi nuovi provider serviranno a migliorare le indicazioni stradali, la qualità delle immagini satellitari e le informazioni sulle varie attività commerciali. Inoltre, da oggi Mappe di Apple integra le recensioni degli utenti TripAdvisor e Booking.com che vengono evidenziate nelle informazioni delle varie attività turistiche. Inoltre, all’inizio di questa settimana Apple ha rinnovato il contatto di cooperazione con TomCom per la fornitura delle mappe in Europa e Nord America. Altre novità sono attese con iOS 9....
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Apple Watch si disconnette da iPhone? ecco come risolvere

Apple Watch si disconnette da iPhone? ecco come risolvere Se Apple Watch si disconnette da iPhone senza una precisa ragione, potrebbe essere necessario ripristinare il collegamento: in elenco diverse soluzione Un problema abbastanza fastidioso quello capitato ad un giornalista di MacRumors con il suo Apple Watch che, per una ragione del tutto sconosciuta, si scollegava continuamente da iPhone. Tale smartwatch, come sappiamo, comunica con lo smartphone di Apple sia tramite Bluetooth – purché entrambi i dispositivi non siano a più di 10 metri l’uno dall’altro – sia tramite WiFi, in questo caso senza restrizioni per quanto riguarda la distanza tra i due, purché restino collegati sotto la stessa rete WiFi. In base a quanto racconta, può capitare che Apple Watch risulti scollegato da iPhone, nonostante entrambi si trovino sotto la stessa rete WiFi ed a pochi metri di distanza. Non è chiaro cosa provoca questa disconnessione, fortunatamente però c’è una soluzione per risolvere il problema nel caso si dovesse presentare anche ad altri utenti.   La prima cosa da fare è attivare e successivamente disattivare la Modalità Aereo su Apple Watch al fine di ristabilire una connessione tra i due. Per farlo è sufficente accedere alle modalità Sguardi con uno swipe dal basso verso l’alto e scorrere verso destra fino al Centro di Controllo. Se questo non risolve il problema, si può provare a ripristinare il Bluetooth su iPhone, spegnendolo e poi riaccendendolo di nuovo. Per farlo, dal telefono, recatevi in Impostazioni > Bluetooth, disattivate e poi riattivate l’apposito interruttore. In alternativa, potete fare la stessa cosa dal Centro di Controllo del telefono. Se neanche questa terza soluzione funziona, l’ultima cosa da fare è quella che solitamente risolve il 99% dei problemi: spegnete e riaccendete iPhone (tenendo premuto il tasto Standby finché non compare la schermata “Scorri per spegnere”)....
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